Stefano Zatti storico Zonese - Mebel
 

Stefano Zatti storico Zonese

Biografia di Stefano Zatti

Biografia di Stefano Zatti
Stefano Zatti, figlio di Giovanni Battista e di Almici Anna, nato a Zone il 16 gennaio 1928, abita a Zone, in via Rucca,17.
Stefano è un personaggio importante a Zone: nessuno come lui ne conosce le persone, il territorio, le costumanze.
E' un osservatore impagabile: quando parla anche solo di una pianta pare l'abbia osservata su ogni lato, ne abbia testato la corteccia, ne abbia toccato i rami ed ogni fibra, certi "esperti" pontificano sul numero delle specie arboree di Zone ritenendole in numero di circa la metà di quelle che lui, passo passo, ha scoperto che esistono.
Ha in archivio migliaia di fotografie scattate nel corso di lunghi decenni, che ritraggono tutte le persone di Zone e che da Zone si sono allontanate. Una miniera per lui e per gli studiosi del futuro.

E' autore di alcuni libri come:
- Vita e tradizioni a Zone, che descrive la vita nel paese dalla fine dell'Ottocento ai giorni nostri, puntando l'attenzione sulle tradizioni, l'emigrazione, le attività economiche e un approfondito studio sul territorio. Libro che resterà una pietra miliare per la Comunità.

Dizionario Zonese- Italiano, con espressioni idiomatiche, toponomi e cenni di grammatica e storia. Questo dizionario è frutto di una vita dedicata alla raccolta, paziente ed appasionata, di tutte le voci dialettali di Zone, un'opera di grande interesse non soltanto locale.

- Ha collaborato alla stesura del libro "Dalle stelle alle stelle" vita quotidiana a Zone nel primo Novecento.
 
Negli ultimi anni ha dato luogo  alla riscoperta dei vecchi mestieri come la riapertura della vecchia "calchera" dove si faceva la calce, e  il "poiàt" che produceva carbone vegetale.
Ha contribuito alla scoperta delle impronte degli Arcosauri e di una fornace presunta di epoca romana.
 


 

In morte di Stefano Zatti

Oggi 1° Febbraio 2011 Stefano ci lascia e vogliamo ricordarlo così:
       
Ed ecco che risali ancora la valle
il segugio fedele segue ancora il tuo passo,
non sente più il fischio di richiamo,
la il suo orecchio
ode ancora il respiro del tuo spirito che sale,
su, sulle cime che sono state
dolce culla della tua infanzia.

Sali ancora e calpesti la terra
fonte delle storie, che semplici e dirette
ci hai raccontato.
Storie di un passato lontano, diverso,
ma nostro, tuo,
perchè la memoria passerà ora attraverso di te.

Archeologo, scrittore, antropologo,
instancabile ricercatore di ciò che siamo,
come prodotto di ciò che eravamo.

E mentre risali ci lasci qualcosa
a tua passione, 
l'impegno,
la curiosità,
la voglia di ricerca,
instacabile mezzo per conoscerci,
per distinguerci ed elevarci.

Ed ora che sei lassù
sulla cima,
dove puoi scrutare l'amata conca
ed immortalare anche l'ultima immagine
di una vita cattura sull'eterno rullino,
vogliamo ricordati così:
accanto a lui,
sempre con una nuova storia da ricordare.


                                                 Enrico Zatti

VITTORIO IL CAPRAIO (Zio di Zatti Stefano)

Voi parlavate con un simulacro.
Egli era lontano nei boschi
sotto l'albero antico
che la luna inargenta;
dove a mezzannotte le streghe 
bacian la coda al diavolo.

Una lapide fa fede che si è spento
vicino alla sorgente
detta di Mac Mahon 
serenamente un giorno 
pascolando con le sue capre.

Quest'uomo così lieto di donare 
visse mortificato dal rifiuto
dei suoi simili; non degli animali
che lo amavano, amati, per un tozzo
di pane
intriso d'anima e silenzio.
Non soddisfatto non insoddisfatto, 
come chi sa che cio' che è inevitabile
senza cerca né chiamare, quando
che sia, inevitabilmente accade.

Pierluigi Piotti